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Domani sera alle ore 18.00 a Pieve di Cadore nella sala pubblica TAI farò una presentazione del mio libro. La mattina dopo sarò presente anche per la gara “Un Fiore Rosso”. 6 km sicuramente incantevoli, visto che mi troverò in mezzo alle montagne più belle del mondo!


E’ già in edicola la rivista Correre di giugno. Il mio articolo di questo mese si intitola “Meditando, correndo”. Mi è piaciuto molto scriverlo, spero che vi divertiate a leggerlo!

Ho spedito in questo momento la newsletter Il Corso di Corsa per il mese di maggio. Se non siete ancora iscritte, cosa aspettate? Basta cliccare sul logo qui in alto a destra!

Un paio di mesi fa ho letto un bellissimo libro intitolato “Born to Run” del giornalista Americano Christopher McDougall. Ho scritto anche un articolo per la rivista Correre sull’argomento tratto nel libro: correre a piedi nudi. Dal mio articolo:
“…una scarpa troppo protettiva ci fa utilizzare il piede nel modo sbagliato, erroneamente atterrando con il tallone e non spingendo con i piedi in avanti. Se non ci credete provate a correre per cento metri a piedi nudi (o con un paio di calze) su un prato o in pista dove non c’è pericolo di farvi male. E’ impossibile non cambiare la propria biomeccanica di corsa, in meglio. Passi più piccoli e più svelti, atterrando in modo diverso e usando il piede come si deve. Forse come era stato progettato in origine.”
La settimana dopo aver finito di leggere il libro sono andata al campo sportivo per provare la corsa a piedi nudi…

Vi dico subito che è stato un piccolo disastro, e non per il fango…Il giorno dopo avevo delle vesciche su entrambi i piedi, fra l’alluce e il secondo dito. Vi risparmio qui la foto…Per il resto, invece, ho capito che questo tipo di esercitazioni potrebbero aiutarmi poiché ho la tendenza a far addormentare i piedi e a non utilizzarli molto mentre corro. Così ho comprato negli Stati Uniti un paio di Vibram Five Fingers…

Per ora le sto usando in casa, in giardino, e quando porto fuori la spazzatura che mi costringe a percorrere un tratto di 200 metri. Si sente la differenza fra indossare queste e un paio di pantofole o, anche, di sandali. Il piede lavora, devo dire con molto piacere. Ancora devo “osare” a provarli in allenamento, anche se so già che dovrei iniziare con molta cautela. Quando sarò pronta al prossimo passo, vi aggiornerò!
Sabato 15 maggio alle ore 17.00 presso la biblioteca Deaglio in Piazza Airaldi e Durante presento il mio libro “Correre al femminile”. Se per caso volete fare un weekend al mare, domenica mattina è in programma la seconda edizione della “Stralassio”, una gara non competitiva di 7 km. Vi aspetto!


Sabato 8 maggio alle ore 17.00 presento il mio libro “Correre al femminile” a Faenza. Il luogo di ritrovo è Palazzo Ferniani, in Via Naviglio. La presentazione è in collaborazione con il gruppo sportivo Atletica Faenza 85.

Due mesi fa ero in piscina quando ho visto la mia amica Giulia. Aveva deciso di venire con il nostro gruppo a correre la More Half Marathon a Central Park, New York City. Un signore nella nostra corsia, anche lui podista, ha chiesto la distanza della gara. “E’ una mezza maratona, 21,097 chilometri” ho detto io. “Andate fino a New York per una mezza maratona? Non ne vale la pena…” e con questa frase (sentenza!) ha cominciato un altro giro di dorso.

Molti mi chiedono qual’è differenza nell’allenare donne e uomini. La tecnica è uguale, correre è correre. E’ l’approccio che è diverso. Le donne tendono ad allenarsi perché vogliono stare in salute, sentirsi fisicamente e mentalmente meglio di come stanno da ’sedentarie’. Vanno più volentieri agli allenamenti quando c’è il gruppo di amiche che aspettano. Una donna può fare un viaggio di 6000 km per correre una mezza maratona perché non sta andando necessariamente per la gara. Va per stare insieme alle sue amiche, per vedere una città che ha sempre sognato, per vivere emozioni diverse.

Il viaggio alla More Marathon è stato veramente speciale. Quindici donne che hanno legato fin dal primo momento, che si sono trovate così d’accordo che nemmeno una tempesta torrenziale su Manhattan ha fatto loro emettere nemmeno un lamento. Abbiamo iniziato la gara bagnate dalla pioggia, abbiamo corso due giri del parco sempre con la pioggia e, alla fine della gara, ci siamo ricambiate sotto la pioggia. Nonostante questo, nessuna ha mai parlato dopo della pioggia. Si era solo orgogliose di aver ottenuto un obbiettivo per loro incredibile, ammirando le medaglie che ognuna aveva intorno al collo. Di pioggia, nemmeno una parola.
Per le condizioni meteo non ho potuto scattare fotografie durante la gara, ma ne ho fatta una prima di partire, mentre andavamo alla partenza, che per me simboleggia tutto il viaggio. E’ una foto molto femminile e rappresenta la differenza nell’allenare uomini e donne. Almeno per me.


Ho inserito la seconda scheda di Tite Togni e YogaxRunners. l’Asana di questo mese è Tadasana: la posizione della montagna. Potete andare a scaricarla –>QUI<–
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